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MARATONA SOTTO LE DUE ORE: SOGNO O REALTA’?

 

Sicuramente qualcuno di voi il 6/05 ha assistito o sentito parlare del tentativo di scendere sotto il muro delle due ore in un percorso di 42,195 km. Non la chiamiamo maratona in quanto l’evento, strettamente pubblicitario, prevedeva numerosi accorgimenti tali da tentare, in maniera più agevole, di abbattere per la prima volta questo muro, e assolutamente non propri di una maratona ufficiale.
Questo post non intende assolutamente fare polemica, ma, al contrario, desidera far emergere lo studio che un fisiologo americano, Michael Joyner, ha pubblicato nel febbraio 1991, riguardo al tempo teorico raggiungibile dall’uomo in una maratona.
Il documento in questione esamina i concetti che riguardano i fattori "limitanti" negli uomini, durante le prestazioni di resistenza, modellando i tempi della maratona sulla base di varie combinazioni di valori raggiunti in prestazioni precedenti. I valori riguardano il massimo consumo di ossigeno (VO2max), la soglia di lattato e l’economicità di corsa di maratoneti di élite. Il VO2max rappresenta il limite superiore per il metabolismo aerobico mentre la soglia del lattato è correlata alla frazione di VO2max che può essere sostenuta in eventi competitivi con distanze superiori ai circa 3.000 m. L'economicità della corsa sembra interagire con la soglia di lattato e con il VO2max per determinare la velocità effettiva di corsa alla soglia di lattato, che generalmente è una velocità simile (o leggermente più bassa) a quella sostenuta dai singoli corridori durante la maratona. Una molteplicità di combinazioni di queste variabili raggiunte dai maratoneti di élite, determina tempi di esecuzione, stimati, molto più veloci rispetto al record mondiale dell’epoca (2:06:50). Il tempo più veloce per la maratona che è stato previsto da questo modello è 1:57:58 in un soggetto ipotetico, con un VO2max di 84 ml/kg-1/min-1, una soglia di lattato dell'85% del VO2max e un'eccezionale economicità di corsa. Questo suggerisce che i miglioramenti sostanziali delle prestazioni nelle maratone sono "fisiologicamente" possibili o che comunque i fattori limitanti nella corsa di resistenza, necessitano di un raffinamento aggiuntivo e di prove empiriche.
Non ci resta altro che aspettare, o cimentarsi in qualche tentativo, per scoprire se questo muro delle due ore si riuscirà ad abbattere o rimarrà tale, ipotizzando, da parte nostra, che un tempo inferiore alle due ore potrebbe essere raggiunto nel giro di 15-20 anni, tenendo conto della progressione del record del mondo (vedi foto in fondo all'articolo).

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