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COME MIGLIORARE LA PROPRIA PERFORMANCE NELLA MARATONA ?

 

Uno dei problemi principali dei runners amatoriali risiede nel non essere più in grado di migliorarsi oltre un certo livello. Tutto ciò dipende da vari aspetti, dall’insuccesso per il mancato arrivo al professionismo ad un approccio poco scientifico all’allenamento, da un’età non più giovane che impone ripercussioni anche sull’efficacia del proprio fisico all’idea di essere poco performanti aumentando i carichi di lavoro ottenendo l’effetto opposto a quello desiderato.
La strategia da adottare è quella di capire il proprio corpo, individuare i punti deboli e allenarsi per poterli migliorare.

1. La biomeccanica della corsa è corretta? Se così non fosse devo prestare attenzione perché il mio dispendio energetico è superiore a quello che avrei se la mia postura fosse funzionale ed efficace. Sarebbe necessario quindi poter disporre di un analisi video e con sensori, volta ad analizzare i vari momenti della mia corsa;

2. Sono sufficientemente forte muscolarmente? La forza necessaria per compiere uno sforzo quale quello della maratona è la cosiddetta forza resistente, che conta più di quella detta forza massima. Inoltre, se il mio incremento muscolare comporta un aumento di peso, ciò non gioca più a mio favore ma si tramuta in un aspetto negativo. Ecco perché l’ideale sarebbe correre lunghe distanze, in maniera abbastanza assidua, per “costruire” una struttura muscolare efficace e funzionale alla maratona;

3. A livello metabolico come si comporta il mio corpo? Essere in grado di correre ad un certo ritmo non è la stessa cosa che mantenere quel ritmo per tutti i 42 km della maratona, bisogna tenere conto di ciò che il mio corpo deve affrontare, cosa accade al suo interno e come reagisce ad uno sforzo di questo genere. Miglioramenti del tempo anche di qualche minuto sono difficili e complicati da raggiungere specie se non sono un runner alle prime armi, ecco perché bisogna porsi obiettivi realistici e raggiungibili tenendo conto di cosa il mio corpo è in grado di fare.

Conoscere il proprio corpo non in base alle sole sensazioni che si percepiscono, ma anche rispetto a dati oggettivi e, perché no, pareri di esperti del settore permette di individuare quelle che sono le problematiche e di poter eseguire un lavoro mirato con l’obiettivo di migliorarle.

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